impianti a biomasse

fonte:gse
Gli impianti a biomasse, come il solare, hanno il vantaggio di poter essere sfruttati sia per la generazione di energia elettrica, che per le esigenze di riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

Tra i primi si annoverano numerossissime tecnologie che sfruttano la combustione di sostanze organiche per mettere in rotazione un alternatore e generare elettricità.
Tra queste: i motori Diesel, i turbogeneratori a gas ed a vapore, ecc. Generalmente, rispetto alle altre fonti rinnovabili gli impianti a biomasse per la produzione di elettricità hanno potenze molto superiori e sono adottati principalmente per la vendita di energia in luogo dell'autoconsumo domestico.
I tempi di ritorno dell'investimento ed il guadagno derivante dalla vendita dell'energia sono molto vantaggiosi: si pensi che la spesa di realizzazione di un generatore a biomassa è internamente recuperata in 2-3 anni di esercizio!!!
Gli impianti a biomassa per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria hanno potenze minime anche molto inferiori a quelli per la generazione elettrica.
Termocamini, termostufe, caldaie a sanza, a pellet, a cippato, ecc. consentono di azzerare la propria spesa per il riscaldamento (bolletta elettrica o gas) e sono molto convenienti nelle zone in cui vi è ampia disponibilità di scarti di produzione agricola (soprattutto nocciolino di sanza, vinaccia, sfrondamenti).
Opinione diffusa tra la gente è quella che vede le biomasse come tecnologie inquinanti e sporche.
Ciò non è affatto vero!!!
Come ogni altra tecnologia che prevede un processo di combustione, la manutenzione e l'installazione di appositi filtri riduce, annullandola, ogni emissione nociva.
Le prospettive di crescita degli impianti a biomassa sono molto buone e la loro diffusione è prevista soprattutto nelle zone a prevalenza agricola.
I costi di realizzazione delle opere si rivelano più bassi rispetto a quasi tutte le altre fonti di energia rinnovabile
È importante chiarire che per biomassa si intende la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura, dall’industria e dalla raccolta urbana, gli sfalci e le potature provenienti in particolare in provincia di Siena dalle viti e dagli olivi.
Si tratta quindi di una grande varietà di materiali per il cui sfruttamento esistono specifiche tecnologie tutte conosciute da tempo, ormai considerate mature, affidabili e sicure, purché correttamente alimentate con la biomassa per la quale sono state progettate.
Purtroppo in alcune zone assistiamo alla distruzione delle nostre foreste per  alimentare queste centrali che hanno bisogno di centinaia di tonnellate di biomassa per funzionare. 
Le centrali a biomassa dovrebbero essere costruite in proporzione alla disponibilità di "carburante" reperibile nella zona, anche solo il trasporto ne abbassa i benefici.