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proloterapia

La proloterapia (anche chiamata “terapia proliferante” oppure “terapia rigenerativa tissutale”) consiste nell’iniezione di sostanza proliferante, ovvero una soluzione che solitamente non contiene farmaci ma che esercita un effetto osmotico, nel corpo umano generalmente nei tendini o nei legamenti con lo scopo di rinforzare il tessuto connettivo indebolito ed alleviare così il dolore muscoloscheletrico
Negli USA viene usata come alternativa alla chirurgia artroscopica. Uno studio in doppio cieco sugli effetti della chirurgia artroscopica nell’osteoartrosi del ginocchio pubblicato sul New England Journal of Medicine del luglio 2002 conclude che i pazienti sottoposti ad artroscopia non recuperavano una funzionalità migliore dei pazienti che avevano ricevuto un placebo
La chirurgia artroscopica del ginocchio in realtà non avrebbe una indicazione preferenziale nell’artrosi del ginocchio, ma è più indicata nei casi in cui si verifica una rottura della cartilagine meniscale o femoro-rotulea. La proloterapia non è destinata a risolvere questi problemi.
La proloterapia non è ancora riconosciuta dalla maggior parte dei medici.
Indicata nei casi:
  • Rigonfiamento che coinvolge un’articolazione
  • Sensazione di cedimento della gamba
  • Sensazione di debolezza della gamba associata a lombalgia
  • Temporaneo beneficio dalla terapia manipolativa con frequenti ricadute di blocco articolare
  • Trigger points” lungo l’osso o all’inserzione tendinea
  • Senso di bruciore, pesantezza, intorpidimento, dolore riferito all’arto superiore o alla gamba con distribuzione non metamerica
  • Frequenti episodi dolorosi localizzati al volto, alla testa, alla mandibola o all’orecchio
  • Dolore e sensibilità locale lungo l’inserzione delle coste nella colonna o nella parte anteriore del torace
  • Dolore alla colonna vertebrale in assenza di indicazione chirurgica

Cenni storici
Le iniezioni di soluzioni irritanti erano state introdotte verso la fine del 1800 nella cura delle ernie addominali, e all’inizio del 1900 per il dolore all'articolazione temporo-mandibolare dovuto a lassità articolare. Il Dr. George Hackett sviluppò la sua tecnica per eseguire queste infiltrazioni intorno alla metà del XX secolo. Il medico Gustav Hemwall fu un altro pioniere che iniziò a praticare la proloterapia sotto l’insegnamento di Hackett. In oltre 40 anni di attività professionale, che terminò verso la fine del XX secolo, egli riferisce di aver curato almeno 10.000 persone con un successo del 99% nei pazienti con dolore cronico. Alcuni medici e chirurghi hanno evidenziato casi rari di successo per quanto riguarda traumi alle ginocchia, lussazionidi spalla e della traumatologia tipica dei giocatori di golf (epicondilite, distorsioni di spalla, lombalgia acuta e cronica, traumi al ginocchio e all’anca).
Nel 2005 un medico della Mayo Clinic affermò che, a differenza delle somministrazioni di steroidi – che possono fornire un sollievo solo momentaneo - la proloterapia migliora le caratteristiche biomeccaniche dei tessuti provocando la crescita di nuovo tessuto connettivo.
Una revisione della Cochrane Collaboration sull’uso della proloterapia nella lombalgia ha affermato che Esiste una evidenza conflittuale sull’efficacia delle iniezioni proliferanti nei pazienti con lombalgia cronica. Se usata da sola, la proloterapia non sembra avere un ruolo significativo nella cura della lombalgia cronica, mentre se viene impiegata in combinazione con altri trattamenti può fornire un sollievo prolungato dal dolore e dalla disbilità. Ci sono comunque studi in corso.
Pratica clinica
La proloterapia comporta la somministrazione di una sostanza irritante nell’area in cui il tessuto connettivo è stato indebolito o danneggiato a causa di un sovraccarico funzionale o di un trauma. Le soluzioni che vengono comunemente usate di solito sono il destrosio, la lidocaina, il fenolo, la glicerina, il morrurato di sodio o l’estratto di olio di fegato di merluzzo. L’infiltrazione viene praticata all’interno della capsula articolare o nel punto in cui il tendine o il legamento si connettono all’osso. A volte le iniezioni sono più di una e i punti in cui iniettare possono essere numerosi
La soluzione iniettata provoca una reazione infiammatoria che stimola la guarigione spontanea del corpo. La reazione infiammatoria che viene generata nel corpo in cui si è iniettata la soluzione sclerosante può produrre una crescita del 30-40% del volume e della resistenza dei tessuti in cui viene iniettato il prodotto (a questo proposito però le evidenze scientifiche certe sono scarse).
Le sedute di proloterapia vengono effettuate regolarmente ad intervalli di tempo che variano fra le due e le sei settimane. Molti pazienti ricevono sedute di mantenimento ad intervalli sempre meno frequenti fino ad arrivare alla sospensione del trattamento
Si stanno effettuando studi sull’artrosi del ginocchio e sull’epicondilite (gomito del tennista).
Evidenze scientifiche
Una revisione della letteratura scientifica della Cochrane Association (sito Italiano) pubblicata nel gennaio 2004 sull’efficacia di tali tecniche parla di "un'evidenza conflittuale"
Non si è evidenziato che la proloterapia da sola sia più efficace delle iniezioni di controllo eseguite. Comunque in presenza di terapie multiple la proloterapia è risultata essere più efficace delle iniezioni di controllo. A maggior ragione si è notato che questo era ancora più vero quando iniezioni di controllo ed interventi terapeutici multipli erano controllati contemporaneamente.
a ricerca ha sottolineato anche che dopo la procedura infiltrativa con proloterapia si nota sempre un aumento del dolore e rigidità, che però sono di breve durata (questo fenomeno è spiegato dal fatto che la sostanza che si inietta ha lo scopo di provocare una breve risposta infiammatoria che attiva il processo riparativo naturale)
Più di recente Rebago ha evidenziato che in due trials randomizzati dopo la proloterapia si sono notati riduzione del dolore, aumento del movimento articolare e aumento dello spessore della cartilagine patello-femorale.
Critiche
Negli USA la maggior parte delle compagnie di assicurazione non rimborsa il trattamento. Nel 1999 Medicare ha rifiutato di includere la procedura fra i trattamenti rimborsabili per la lombalgia cronica adducendo il fatto che nell’ultimo esame della procedura eseguito dalla Health Care Financing Administration (HCFA) nel 1992 era stato dato parere negativo . In Italia è teoricamente possibile eseguire le infiltrazioni nell’ambito del Servizio sanitario nazionale in quanto esiste una voce specifica nel Tariffario Nazionale (infiltrazione di legamenti e articolazioni) ma non è diffusa.