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Il cancro è in fungo

Il cancro è un fungo .La rivoluzione nella cura dei tumori autore Tullio Simoncini1ª ed. originale 2005 Genere saggio
Il cancro è un fungo.
La rivoluzione nella cura dei tumori è il titolo di un libro scritto da Tullio Simoncini, ex medico, radiato dall'Ordine dei Medici e condannato per frode ed omicidio colposo, in cui l'autore espone due sue ipotesi personali in materia di oncologia, entrambe non supportate dall'evidenza scientifica o clinica, e associate a dei decessi oggetto di inchieste giornalistiche e della magistratura : tutti i tipi di neoplasie sarebbero - a suo parere - causati dalle diverse reazioni di difesa dei tessuti all'aggressione di un fungo opportunista, la Candida albicans le infezioni da Candida, e quindi tutti i tumori, sarebbero, sempre secondo il suo parere, da trattare mediante infusione endovenosa dibicarbonato di sodio, somministrato in percentuali e modi diversi da tumore a tumore.
Argomento
Il cosiddetto "trattamento del tumore" con il bicarbonato di sodio è una pratica clinicamente pericolosa, che non è stata sottoposta a revisione paritaria da parte della comunità scientifica, e non è nemmeno stata sottoposta al protocollo di sperimentazione richiesto dal Servizio sanitario nazionale.
Tullio Simoncini, creatore ed a oggi unico sostenitore di questa pratica, ha presentato al Servizio Sanitario Nazionale la proposta di un protocollo di cura del tumore basato su tale pratica, ricevendo risposta negativa.
Sull'operato di Simoncini si sono negativamente espressi sia una delibera dell'Ordine dei medici sia la sentenza di un tribunale; in relazione alla presunta "cura", la sentenza ha affermato l'inutilità del bicarbonato di sodio nel trattamento del tumore; sia il provvedimento di radiazione dall'Ordine dei Medici sia la sentenza giudiziaria hanno inoltre sottolineato che l'aver proposto tale pratica ha sottratto alcuni pazienti alle cure della medicina ufficiale, accelerandone probabilmente il decesso .
Il trattamento dei tumori con bicarbonato di sodio è stato sottoposto a una ricerca universitaria che ne ha provato la potenziale pericolosità.
La bibliografia citata da Simoncini a sostegno della sua ipotesi, inoltre, non sempre trae le conclusioni che illustra l'ex medico . In diversi casi infatti, Simoncini cita studi che invece dichiarano tutt'altro
Apparirebbe quindi chiara una manipolazione della letteratura, per ottenere consensi non veritieri.
Nonostante l'assenza di studi scientifici, la presenza di pareri negativi e le diverse prove dell'inutilità e della pericolosità della teoria, il trattamento continuerebbe ad essere applicato senza alcuna garanzia di sicurezza od efficacia (alcune testimonianze video, non validate da terze fonti indipendenti, si trovano in rete su Youtube), attirando anche l'attenzione preoccupata dei mass media. Simoncini, che è stato radiato dall'Ordine dei Medici per aver sottoposto alcuni pazienti alla pratica dietro compenso, senza che questa fosse prevista come protocollo di cura, continua a sostenere la validità della sua teoria attraverso siti privati, riviste "alternative" come Nexus Magazine, e testimonianze prive di alcun riscontro oggettivante.
I dettagli del trattamento Secondo le teorie personali e mai dimostrate del dottor Simoncini, che non sono basate sull'evidenza empirica e scientificamente validata, il tumore avrebbe come unica causa l'infezioneda parte di funghi del genere Candida, in particolare la Candida albicans responsabile delle infezioni conosciute come candidosi e mughetto; la conseguenza di questa ipotesi, sostiene il Simoncini, è che il tumore potrebbe essere curato con l'applicazione di una soluzione di bicarbonato di sodio, che è un antimicotico naturale.
Il suo ipotetico protocollo di cura proporrebbe in alcuni casi infusioni sistemiche (via endovena) di flebo di bicarbonato, e in altri casi iniezioni locali; in altri casi ancora proporrebbe l'utilizzo dell'arteriografia selettiva (con gli ulteriori rischi connessi a tale pratica) per individuare l'arteria che porta il sangue alla massa tumorale: l'impianto di un port-a-cath nell'arteria così individuata permetterebbe, una volta collegato a un catetere, la somministrazione il più possibile vicina alla presunta infezione micotica.
In realtà, la presenza di Candida, un fungo opportunista, è comunque di per sè frequente ed assai facilitata in tutti i casi di difficoltà immunologiche (immunodeficienza congenita o acquisita, endocrinopatie, diabete, etc.); quindi la sua presenza in malati cronici (come i malati di tumore) non è assolutamente né rara né anomala, né si può sostenere che sia la Candidosi la causa dei processi patologici tumorali, perché ne è in realtà solo una delle tante, possibili, conseguenze (un organismo indebolito dalla malattia non può difendersi efficacemente dalle infezioni opportuniste della Candida, ma questo, ovviamente, non implica affatto che sia la Candida a generare la condizione patologica).
Le critiche e la pericolosità del trattamento
L'evidenza scientifica internazionale ha invece ampiamente e ripetutamente dimostrato che l'eziologia delle neoplasie (cioè la causa dei tumori) è vasta e differenziata, e comprende virus (come quelli di Epstein-Barr e delle epatiti B e C), radiazioni ionizzanti, raggi ultravioletti, assunzione di tabacco e alcool. In nessun modo quindi è pensabile di poter ridurne le causa ad un unico fattore come fa, in maniera gravemente erronea e clinicamente pericolosa, l'autore del libro, senza tra l'altro il sostegno di nessuna prova sperimentale.
Secondo i riscontri della ricerca medica, ci sono al contrario solidi motivi per affermare che la "cura" proposta da Simoncini non solo sia completamente inutile, ma può essere anzi particolarmente dannosa, e potrebbe condurre chi vi si sottopone a condizioni letali, come situazioni di grave alcalosi metabolica.
In particolare, si rileva che le cellule tumorali si sviluppano in ambiente acido, e quindi il bicarbonato non farebbe altro che contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il tumore; tuttavia il bicarbonato per endovena può avere effetti collaterali anche gravi, che possono addirittura portare ad una facilitazione del processo di diffusione delle metastasi: l'alcalosi da un lato e il rischio di mobilizzare le cellule tumorali con conseguente diffusione del tumore in altri tessuti.
Terapie scientificamente fondate, con minori pericoli, volte a contrastare l'ambiente in cui si sviluppa il tumore esistono, ed hanno meno svantaggi della terapia proposta dal Simoncini.
L'uso del bicarbonato di sodio, inoltre, non è esente da controindicazioni; fra gli effetti indesiderati che può portare l'uso del bicarbonato si trovano crampi allo stomaco, difficoltà di respirazione fino alla presenza di sangue nell'urina, e non ne è raccomandata la somministrazione ai bambini al di sotto dei 12 anni.
 Inoltre il bicarbonato aumenta la pressione arteriosa, e nelle persone a rischio si può manifestare l'edema polmonare.
Come per altre terapie alternative inoltre, vi è un forte rischio di aggravamento della condizione clinica legato al frequente contemporaneo abbandono delle terapie mediche di comprovata efficacia.
Si legge infatti nel provvedimento di radiazione dall'Ordine dei Medici relativo a Tullio Simoncini: non è da escludere poi che costoro NDR: i pazienti venissero (distolti) sottratti alla medicina ufficiale (chemioterapia, nutrizione parenterale, ecc...), atteso il convincimento manifesto del dott. Simoncini in materia.
In campo medico le nuove terapie vengono testate prima su delle cavie e, solo se ottengono riscontri positivi, in seguito possono essere provate - con specifiche procedure e garanzie di sicurezza - sugli esseri umani.
Tale tipo di protocollo non è stato rispettato dal Simoncini, con conseguenti gravi rischi per la vita dei suoi pazienti. In una ricerca, il bicarbonato di sodio è stato testato, come supplemento dietetico, su dei topi malati di tumore gastrico.
Il bicarbonato, che è uno dei componenti dei secreti sia enterico che gastrico, in quest'ultimo distretto può agire sull'enzima ornitina decarbossilasi, e inoltre è risultato avere un ruolo nella proliferazione della mucosa gastrica.
In un caso riportato di recente, si evidenzia come le iniezioni di bicarbonato operate dal Simoncini potrebbero aver generato un'alcalosi metabolica, che avrebbe causato il decesso di un'altra paziente in Olanda (dove si era trasferito ad operare, essendo stato radiato dall'Albo dei Medici in Italia)
 Evoluzione dei fatti
A partire dal 1999 'ex-oncologo italiano Tullio Simoncini ha presentato la sua ipotesi a diversi convegni e congressi di medicina alternativa , ma la sua proposta non è mai stata sottoposta a sperimentazione scientifica. In assenza di dati sperimentali e in evidenza della sua implausibilità teorica, il Servizio Sanitario Nazionale non ha mai riconosciuto la validità di questo protocollo.
Ciononostante, il Simoncini ha sottoposto, in collaborazione col fratello, anch'esso medico , alcuni suoi pazienti al proprio indimostrato protocollo di cura; tale tipo di "sperimentazione umana" l'ha condotto ad essere sottoposto ad un procedimento disciplinare, che nel 2003 si è concluso con la sua radiazione dall'Ordine dei Medici (come si legge nel provvedimento) per aver sperimentato la cura, priva di fondamento scientifico (terapia sperimentale non prevista né da studi, né da protocolli, né trattamenti specialistici) su pazienti umani, ricevendo dai suoi pazienti un compenso economico per il trattamento.
Ritenendo che la pretesa di curare il cancro con il bicarbonato di sodio possa generare false speranze ma non può uccidere direttamente, il tribunale ha riconosciuto il Simoncini colpevole di truffa in due degli altri casi mentre è stato assolto nei rimanenti due casi perché il fatto non sussiste; questi quattro pazienti sarebbero dunque deceduti per l'aggravarsi del cancro di cui erano affetti, in quanto furono sottoposti a un trattamento inutile.
Molti altri pazienti e parenti di pazienti deceduti dopo aver seguito le procedure indicate da Simoncini, si sono in quel periodo rivolti alle autorità per denunciare le presunte truffe economiche correlate al presunto metodo di "cura".
Alla fine del giudizio di primo grado, però, Simoncini è stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo per uno dei decessi, avendo con i suoi trattamenti causato la lacerazione dell'intestino del paziente.
Attualmente il Simoncini, nonostante non sia più abilitato alla professione medica, sta continuando a presentare la sua tesi a convegni non riconosciuti dalla medicina, alcuni dei quali con ingresso a pagamento; sostiene che il discredito nei confronti della sua ipotesi di cura è dovuto ad una sorta di presunto complotto della "scienza ufficiale" contro le medicine alternative
Sul sito in cui pubblicizza la sua terapia riporta diverse "testimonianze" (non verificate e non validate da fonti indipendenti) a favore della validità della tesi e del protocollo di cura proposto; queste testimonianze si basano su presunte prove, senza alcun riscontro e senza alcuna documentazione scientifica.
Nel gennaio 2009, il sito di orientamento complottista curato dal regista Massimo Mazzucco, pubblica un filmato di una intervista ad una signora che afferma di essere guarita dal cancro vescicale utilizzando il bicarbonato di sodio e rifiutando qualsiasi trattamento convenzionale; l'articolo che accompagna il video si intitola "Cura il cancro per email" in quanto la donna avrebbe seguito le indicazioni dell'ex medico romano comunicando via mail. Si trattava però di un falso : la guarigione era dovuta in realtà alle terapie tradizionali, ed era stata spacciata per prova della (inefficace) cura con il bicarbonato.
La donna era guarita dalla sua malattia sottoponendosi ad un normale intervento chirurgico, ed ai successivi controlli non mostrava segni di malattia. In seguito, sono emerse altre evidenze cliniche di errori nella presentazione dei suoi dati sulle presunte guarigioni.