Belomanzia

può essere definita la divinazione realizzata tramite l'impiego di frecce senza punte e impennaggi, ovvero di semplici bastoncelli.
La loro estrazione a sorte, dopo aver attribuito preventivamente un preciso valore o responso, può determinare la soluzione di un interrogativo che si è voluto demandare appunto a entità soprannaturali.
La pratica è stata esperita nella Arabia preislamica e nella stessa età islamica.
Nel primo caso divinità oracolari quali il meccano Hubal o Dhū l-Khalaṣa nella località di Ṭabāla si esprimevano secondo questa metodologia divinatoria, grazie ai servigi offerti a pagamento dai custodi ( sādin ) del relativo santuario.
Nel secondo caso, in un particolare caso attinente al diritto ereditario sciita ismailita o duodecimano, è l'Imām stesso a procedere, adottando una determinata liturgia e ben precise formule, riportate nei relativi